- Azienda

8 Marzo 2009

PER I DIRITTI DI TUTTE LE DONNE

Dietro alla prostituzione ci sono quasi sempre storie di povertà e di sfruttamento. Sono migliaia le ragazze, anche molto giovani, che arrivano nel nostro paese con la speranza di una vita migliore. Spesso oberate da un debito contratto con chi organizza “viaggi della speranza” che si trasformano in viaggi nell’incubo. Le proposte ascoltate di questi tempi sembrano non tenerne conto. Sanzioni, espulsioni, fogli di via. Come se fosse un crimine essere poveri. Come se la fragilità degli altri fosse uno spettacolo imbarazzante, da ghettizzare in quartieri a “luci rosse” o peggio da reprimere, e non un richiamo alla coscienza e alla responsabilità di ognuno di noi. Le donne prostitute, o meglio costrette a prostituirsi, sono vittime, non certo colpevoli. Se c’è un reato di prostituzione non è quello di chi vende il proprio corpo per uscire dalla povertà, spesso per aiutare famigliari lontani, ma quello delle “mafie” che approfittano della disperazione di questa umanità ferita per farne carne da mercato. Sono loro che devono essere colpite. Così come sono da incentivare gli interventi sul territorio per mediare le tensioni sociali e gestire le situazioni più difficili. Quello che chiedono i tanti volti della prostituzione sono prossimità, giustizia, opportunità. Accoglienza e legalità possono e devono procedere insieme. E sarebbe ipocrita porsi il problema della prostituzione senza vedere anche il rovescio della medaglia. Si parla tanto di “decoro” delle città, ma in tanti altri ambiti – tv, riviste, pubblicità – l’esibizione del corpo femminile è oggetto di una “prostituzione simbolica” che non suscita però uguale sdegno. Senza contare che, come ogni mercato, anche questo si regge sulla forza della domanda. Le ricerche concordano su due dati: il 70% dei “clienti” delle prostitute sono uomini sposati e con un’istruzione medio-alta. Non si tratta certo di criminalizzarli, ma di avviare una seria riflessione culturale sul perché il sesso sia diventato, da prezioso veicolo di amore e desiderio reciproco, articolo di consumo. E continuare nel dialogo e nell’ascolto fra istituzioni, politica, associazioni e operatori sociali. Solo così, insieme, possiamo affrontare un tema complesso, che intreccia aspetti sociali, culturali, criminali, ma soprattutto, non dimentichiamolo mai, umani.

don Luigi Ciotti
Presidente del Gruppo Abele e di Libera
20 giugno 2008

LA VIGANO’ FA GLI AUGURI A TUTTE LE DONNE E IN PARTICOLARE A QUELLE DELL’AZIENDA.

UNA SQUADRA DI 4 INSOSTITUIBILI!

Festa-della-donna